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Perché i denti sembrano diventare più lunghi con l’età?

11 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min
Con il passare degli anni, le gengive possono ritirarsi e lasciare scoperta una parte maggiore del dente, facendolo apparire più lungo.
Con il passare degli anni, le gengive possono ritirarsi e lasciare scoperta una parte maggiore del dente, facendolo apparire più lungo.

Perché i denti sembrano diventare più lunghi con l’età? Cause e rimedi

Hai l'impressione che, con il passare degli anni, i tuoi denti siano diventati più lunghi? Oppure hai notato che una parte del dente che prima era coperta dalla gengiva ora è più visibile?


È una situazione abbastanza comune negli adulti, ma non significa necessariamente che il dente sia realmente diventato più lungo.

Nella maggior parte dei casi, ciò che cambia è il rapporto tra dente e gengiva: la gengiva può ritirarsi e lasciare scoperta una parte maggiore della superficie dentale.


Questo fenomeno si chiama recessione gengivale e può avere diverse cause. In alcuni casi è un cambiamento lento e poco significativo; in altri può essere il segnale di un problema che merita una valutazione odontoiatrica.


Perché i denti sembrano più lunghi?

Il dente, una volta formato, non continua normalmente ad allungarsi.

Quando appare più lungo, spesso è perché la gengiva si è spostata verso la radice, lasciando scoperta una parte del dente che prima non era visibile.

Questo può rendere particolarmente evidenti:

  • gli incisivi;

  • i canini;

  • i denti inferiori anteriori;

  • le zone in cui la gengiva è naturalmente più sottile.


La differenza può essere inizialmente molto piccola e diventare evidente solo confrontando il sorriso dopo alcuni anni.


La gengiva si ritira con l'età?

L'età può essere associata a diversi cambiamenti dei tessuti che sostengono i denti, ma è importante non considerare la recessione gengivale come una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento.


Con il passare degli anni possono infatti sommarsi diversi fattori: condizioni gengivali e parodontali, caratteristiche individuali dei tessuti, modalità di spazzolamento, posizione dei denti e precedenti trattamenti odontoiatrici.

Per questo motivo non tutte le persone anziane sviluppano recessioni gengivali e non tutte le recessioni sono dovute semplicemente all'età.


Quali sono le cause delle gengive ritirate?

Le cause possono essere diverse e spesso più di un fattore contribuisce allo stesso problema.


Spazzolare i denti con troppa forza

Un errore abbastanza comune consiste nel pensare che maggiore sia la pressione dello spazzolino, migliore sarà la pulizia. Non è così.


Un'igiene orale corretta deve essere efficace ma delicata. Uno spazzolamento troppo aggressivo, soprattutto se associato a una tecnica non corretta, può contribuire nel tempo a problemi a carico del margine gengivale.


Anche l'utilizzo di uno spazzolino non adatto può aumentare il rischio di traumatizzare i tessuti.


Parodontite e infiammazione gengivale

Una delle situazioni che meritano maggiore attenzione è la presenza di una malattia parodontale.

L'infiammazione cronica può danneggiare i tessuti che sostengono il dente e associarsi alla perdita di osso e di supporto parodontale. In questi casi la recessione o la maggiore esposizione della superficie radicolare non deve essere considerata soltanto un problema estetico.


È importante capire perché il tessuto di supporto si sta modificando.


Denti in una posizione particolare

Anche la posizione del dente può influenzare il modo in cui la gengiva lo ricopre.

Un dente molto inclinato o posizionato in una zona in cui il tessuto osseo e gengivale è particolarmente sottile può essere più predisposto alla recessione.

Per questo motivo due persone possono avere abitudini di igiene orale molto simili ma sviluppare problemi completamente diversi.


Bruxismo e forze eccessive

Il serramento e il digrignamento dei denti sottopongono denti e strutture di supporto a forze ripetute.

Il bruxismo non è automaticamente la causa di una recessione gengivale, ma può contribuire a un quadro complessivo in cui sono presenti usura dentale, sovraccarichi e alterazioni dei tessuti.

Quando compaiono contemporaneamente più segnali, è quindi utile valutare la situazione nel suo insieme.


Come capire se la gengiva si sta ritirando?

Ci sono alcuni segnali che possono attirare l'attenzione.

Potresti notare:

  • denti che sembrano più lunghi rispetto al passato;

  • maggiore visibilità della superficie vicino alla gengiva;

  • sensibilità al freddo o al caldo;

  • maggiore facilità nel vedere gli spazi tra denti e gengiva;

  • cambiamenti nell'aspetto delle gengive;

  • una differenza evidente tra un dente e quelli vicini.


La sensibilità, in particolare, può comparire quando viene esposta una parte della superficie radicolare normalmente protetta dai tessuti gengivali.


Denti più lunghi e denti che si spostano: sono la stessa cosa?

No, e questa distinzione è importante.

Un cambiamento dell'aspetto del sorriso può dipendere da fenomeni diversi.

La recessione gengivale modifica soprattutto la quantità di dente visibile.


Lo spostamento dentale, invece, modifica la posizione del dente nell'arcata.

Le due situazioni possono anche coesistere, ma non devono essere confuse.

Se hai notato contemporaneamente che i denti sembrano più lunghi e che alcuni denti hanno cambiato posizione, è opportuno valutare separatamente entrambi gli aspetti.


Puoi approfondire il tema dello spostamento dei denti nell'articolo:


La recessione gengivale può provocare sensibilità?

Sì.

Quando la gengiva si ritira può diventare esposta una parte della radice del dente.

La superficie radicolare è diversa dallo smalto che protegge la corona dentale e può essere più sensibile agli stimoli termici e meccanici.

Per questo alcune persone iniziano a percepire una fitta quando bevono qualcosa di freddo o quando spazzolano una determinata zona.


La sensibilità, tuttavia, non deve essere attribuita automaticamente alla recessione: anche carie, usura dello smalto e altre condizioni possono provocarla.


Le gengive ritirate possono tornare come prima?

Dipende dalla causa e dall'entità della recessione.


Una gengiva che si è ritirata spontaneamente non sempre torna nella posizione originaria semplicemente modificando le abitudini di igiene orale.

Il primo obiettivo è quindi capire perché è successo.


In alcuni casi può essere sufficiente correggere la tecnica di igiene orale e controllare nel tempo la situazione.


In altri può essere necessario intervenire sulla malattia parodontale, sulla posizione del dente o sui fattori che stanno favorendo il problema.

Quando la recessione è importante, esistono anche procedure specifiche di chirurgia mucogengivale che, in casi selezionati, possono contribuire a ricoprire una parte della superficie radicolare esposta.


La scelta dipende però dalla situazione clinica individuale.


Quando è consigliabile andare dal dentista?

Una valutazione è particolarmente indicata quando il cambiamento è recente, progressivo o associato ad altri sintomi.


È bene non trascurare:

  • una gengiva che continua a ritirarsi;

  • sensibilità persistente;

  • sanguinamento gengivale;

  • gonfiore o arrossamento;

  • denti che sembrano muoversi;

  • cambiamenti improvvisi nell'aspetto del sorriso;

  • difficoltà nella pulizia di alcune zone.


Il controllo permette di distinguere una semplice variazione estetica da una condizione che coinvolge gengive, osso e strutture di sostegno del dente.


È possibile prevenire il ritiro delle gengive?

Non tutte le recessioni possono essere prevenute, perché esistono fattori individuali e anatomici che non dipendono dalle abitudini quotidiane.

È comunque possibile ridurre alcuni fattori di rischio.


Una buona prevenzione comprende:

  • igiene orale quotidiana corretta;

  • spazzolamento senza esercitare una pressione eccessiva;

  • controlli odontoiatrici periodici;

  • trattamento tempestivo dell'infiammazione gengivale;

  • attenzione ai problemi parodontali;

  • valutazione di eventuali abitudini di serramento o digrignamento.


L'obiettivo non è soltanto mantenere i denti bianchi o belli, ma conservare nel tempo i tessuti che li sostengono.


Denti più lunghi con l'età: quando preoccuparsi?

Vedere una maggiore quantità di dente vicino alla gengiva non significa necessariamente avere una malattia.


Il punto importante è capire se si tratta di un cambiamento stabile e fisiologicamente compatibile con la situazione individuale oppure se è presente una causa che deve essere trattata.


Una recessione gengivale progressiva, soprattutto se associata a sensibilità, sanguinamento, infiammazione o mobilità dentale, merita una valutazione.

Prima si individua la causa, più facilmente è possibile evitare che il problema progredisca.


In conclusione

Se con il passare degli anni ti sembra che i denti siano diventati più lunghi, probabilmente non è il dente ad essersi allungato: può essere la gengiva ad essersi ritirata, rendendo visibile una parte maggiore della superficie dentale.

L'età può accompagnarsi a numerosi cambiamenti dei tessuti di supporto, ma la recessione gengivale non deve essere considerata un fenomeno inevitabile.

Una corretta igiene orale, controlli regolari e una valutazione professionale quando compaiono cambiamenti possono aiutare a mantenere più a lungo la salute di denti e gengive.


Fonti scientifiche

  • Wang Y, Huang Y, Chen et al. The age-related effects on orthodontic tooth movement and the surrounding periodontal environment. Frontiers in Physiology, 2024.

  • Schubert A et al. Age effect on orthodontic tooth movement rate and the composition of gingival crevicular fluid: A literature review. Journal of Orofacial Orthopedics, 2020.

  • Age-related alveolar bone maladaptation in adult orthodontics: finding new ways out. International Journal of Oral Science, 2024.


Autore

Odontoiatra – Studio Odontoiatrico Arena e Calvino, Cagliari

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