Faccette dentali: quando sono davvero la scelta giusta (e quando no)
- Dottor Nicola Arena

- 21 gen
- Tempo di lettura: 3 min

Le faccette dentali sono spesso presentate come la soluzione rapida per ottenere un sorriso perfetto. Nella pratica clinica, però, non sono sempre la scelta migliore. Capire quando sono davvero indicate – e quando è più corretto orientarsi verso alternative meno invasive – è fondamentale per ottenere un risultato estetico stabile e rispettoso della salute dentale.
Cosa sono le faccette dentali (in breve)
Le faccette dentali sono sottili lamine in ceramica o materiali compositi che vengono applicate sulla superficie esterna dei denti anteriori. Servono a migliorare:
colore
forma
dimensione
allineamento lieve
Quando ben progettate, possono offrire risultati estetici eccellenti e duraturi.
Quando le faccette dentali sono davvero la scelta giusta
1. Alterazioni di colore non risolvibili con lo sbiancamento
In presenza di discromie profonde (fluorosi marcata, tetracicline, traumi dentali), lo sbiancamento professionale può non essere sufficiente.
In questi casi, la letteratura scientifica conferma che le faccette in ceramica consentono una copertura cromatica stabile nel tempo.
Studi pubblicati sul Journal of Dentistry mostrano un’elevata stabilità del colore delle faccette in ceramica rispetto ai compositi.
2. Denti usurati, fratturati o con forma compromessa
Nei casi di usura incisale, microfratture o denti con forma irregolare, le faccette permettono di ripristinare proporzioni corrette e armonia del sorriso senza ricorrere a corone complete.
3. Disallineamenti lievi
Quando l’affollamento è minimo e non giustifica un trattamento ortodontico completo, le faccette possono rappresentare una soluzione estetica valida, purché venga rispettata la struttura del dente.
Qui la valutazione clinica è cruciale: forzare le faccette per “nascondere” disallineamenti importanti è un errore.
Quando le faccette non sono la soluzione ideale
1. Problemi di allineamento significativi
In presenza di malocclusioni o affollamenti evidenti, l’ortodonzia con mascherine trasparenti è spesso la scelta più corretta e conservativa.
La ricerca pubblicata su The Angle Orthodontist evidenzia come il trattamento ortodontico preservi meglio i tessuti dentali rispetto alle soluzioni protesiche estetiche.
In questi casi è preferibile valutare un percorso con mascherine invisibili, eventualmente seguito da piccoli ritocchi estetici.
2. Pazienti molto giovani
Nei pazienti giovani, la struttura dentale è ancora in evoluzione. Interventi irreversibili come le faccette vanno ponderati con estrema attenzione.
3. Aspettative irrealistiche
Un sorriso naturale non è un sorriso “standardizzato”. Le faccette non devono trasformare il volto, ma integrarsi con i lineamenti del paziente.
Quando la richiesta è guidata solo da modelli estetici social, è doveroso fermarsi e riconsiderare l’approccio.
Faccette, sbiancamento o mascherine?
Una scelta che va integrata
Uno degli errori più comuni è valutare le faccette come trattamento isolato. In realtà, un risultato estetico duraturo nasce da una visione globale del sorriso, che consideri:
colore
allineamento
proporzioni
salute gengivale
Spesso la soluzione migliore è un percorso combinato, che può includere:
igiene e profilassi professionale
sbiancamento dentale
allineamento con mascherine
faccette solo dove realmente necessarie
Cosa dice la scienza sulla durata delle faccette
Revisioni sistematiche pubblicate su Clinical Oral Investigations e Journal of Prosthetic Dentistry indicano una sopravvivenza delle faccette in ceramica superiore al 90% a 10 anni, quando correttamente progettate e mantenute.
Questo conferma che il successo non dipende solo dal materiale, ma soprattutto da:
corretta indicazione clinica
progettazione personalizzata
collaborazione del paziente
Conclusione
Le faccette dentali possono essere uno strumento straordinario, ma solo se utilizzate con criterio e competenza. Non esistono soluzioni universali: ogni sorriso va studiato nella sua unicità.
Se stai valutando un trattamento estetico, il primo passo non è scegliere la tecnica, ma capire qual è davvero la soluzione più adatta al tuo caso.
Articolo a cura del Dott. Nicola Arena
Medico Odontoiatra – Estetica del sorriso e ortodonzia
Studio Odontoiatrico Arena e Calvino, Cagliari
Riferimenti scientifici
Journal of Dentistry
Journal of Prosthetic Dentistry
https://www.sciencedirect.com/journal/the-journal-of-prosthetic-dentistry
Clinical Oral Investigations
The Angle Orthodontist




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